Si possono carpire informazioni tramite socialbot su Facebook

Quattro ricercatori informatici hanno dimostrato che tramite un Socialbot si possono carpire informazioni personali dandone voi stessi i permessi. Ma partiamo dall’inizio; come si è saputo e come si sà, in internet ci sono tipo virus ( non letali ma pericolosi ) che spiano le nostre ricerche, i nostri gusti, le pagine visitate e tutto quello che facciamo in rete per poi raccogliere tutti questi dati, incanalarli e inviarci email di spam ( o pubblicità che intasano le nostre caselle di posta ) a scopi pubblicitari o altri chiamati BOTNET. Questi bot, specialmente su i siti americani sono venduti per pochi dollari ma hanno una grossa richiesta da aziende, pubblicità e altri.

Facebook aveva dichiarato che non era possibile essere intercettato da questi botnet, era tecnicamente impossibile e in parte è vero. Purtroppo questi BOTNET si sono evoluti anche come Socialbot, ovvero possono inviare richieste di amicizia come un utente vero e proprio, con tutti i dati prelevati da altri utenti e utilizzati per i controlli e richieste, appunto di amicizia. Possono addirittura superare i controlli di sicurezza di Facebook limitandosi con le richieste di amicizia, appunto come se fossero veri utenti. Ma una ottenuta, questi socialbot possono addirittura prendere il controllo dell’account e svolgere normali di attività come se foste voi a farlo ( creando appunto una catena di richieste a sua volta ). La ricerca è stata effettuata da quattro membri della University of British di Colombia, con 102 socialbots comandato da un ‘master’. Il master invia comandi ad altri bot, che poi agiscono a sua volta. Questi comandi sono probabilmente costituiti da ricerca di profili di ricerca e aggiungerli al loro database. Nello spazio di otto settimane, il bot ha inviato 8.570 richieste di amicizia e aveva ricevuto 3.055 adesioni. La ricerca ha mostrato in un rapporto il numero di amici che un’ utente di Facebook aveva e la probabilità del Socialbot di essere accettato come amico rimanendo entro i limiti di Facebook per l’invio di richieste di amicizia nelle 25 richieste al giorno; se ne facesse di piu’ scatterebbe il rilevamento antifrodi di Facebook. Ma secondo Facebook, la ricerca non rifletterebbe la realtà e di come il sistema di prevenzione in questo caso interverrebbe. Un indirizzo IP utilizzato da un reale socialbots operativo, a scopo criminale, sarebbe subito intercettato perchè farebbe scattare gli allarmi all’interno del sistema. Comunque sia si raccomanda sempre di non dare facilmente l’amicizia su Facebook, fidatevi solo della gente che conoscete e non di chi si consiglia l’amicizia. Purtroppo la pena di questa legerezza sarebbe la violazione dei nostri dati privati e tutto quello che ci riguarda, usato per scopi sconosciuti. Come sempre si consiglia di usare sempre la testa in certe operazioni, specialmente su i social network. Se avete dubbi rivolgetevi a persone del settore, che siano amici o addirittura tecnici, ma l’importante è stare attenti.

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