LTE in Italia: aste chiuse. Ministro Romani e operatori soddisfatti

Si è conclusa, oltre le previsioni, l’asta per le future frequenze messe a disposizione per la tecnologia LTE in Italia. Dopo ben 22 giorni di asta, gli operatori telefonici che vi hanno partecipato hanno portato a casa tutti in maniera equivalente le frequenze messe a disposizione. La tecnologia LTE in pratica porterà un sistema di rete più ampio e che coprirà tutta l’ Italia e finalmente coprire quelle zone escluse dalle frequnze attuali; non solo, sarà anche più veloce usufruendo delle vecchie frequenze che una volta si usavano per le trasmissioni tv in analogico ( le vecchie frequnze UHF e VHF per chiarire ). Ma vediamo ora la distribuzione in base all’operatore delle frequenze messe al bando:

  • Frequenza a 1800:

1 blocco TIM – 1 blocco VODAFONE – 1 blocco H3G

  • Frequenza a 2600

4 blocchi a testa per H3G e WIND – 3 blocchi per TIM e VODAFONE

  • Frequenza a 2000

Al momento non è stata assegnata, ma se operatori volessero fare un’offerta sono ancora in tempo fino a lunedì 3 ottobre entro le ore 12.00.

Grande soddisfazione quindi per il Ministro Romani; da questa asta infatti si era stimato un ricavo di 2,4 miliardi di euro ma il ricavo alla fine è stato di ben 3.945.295.100 euro.

E’ un risultato straordinarioche pone l’Italia in una posizione d’avanguardia rispetto all’Europa. In una situazione di mercato difficile, siamo riusciti ad attrarre una mole ingente di investimenti.

Ora non rimane che vedere gli sviluppi e vedere anche come gli operatori utilizzeranno le bande per la distribuzione su tutto il territorio.

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